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Toulouse Lautrec: I Colori della Pubblicità

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A Parigi, nel Louvre, sfilano i manifesti antichi e contemporanei (dal XVIII secolo ad oggi) del Musée de la Pubblicité, creato nel 1990 e nato dalla consapevolezza che la pubblicità è arte. Pioniere del graphic design, Henri Toulouse Lautrec, “l’anima di Montmartre della Belle Epoque”, si dedicò con passione alla composizione di numerosi manifesti per pubblicizzare i vivaci locali del quartiere bohémien parigino, comprendendo d’istinto l’importanza di una essenziale concomitanza di fattori per conquistare l’attenzione del pubblico.

 Anticipando concetti moderni come la teoria della percezione, la psicologia delle forme e la tecnica dei colori, Toulouse Lautrec ha aperto la strada alla moderna pubblicità, volta a catturare l’interesse del fruitore attraverso un’immagine innovativa, una provocazione o una particolare associazione di colori, creando al contempo un’opera artisticamente importante.

Come non ricordare la sciarpa rossa in gioioso contrasto con il cappello nero dello chansonnier Aristide Bruant all’Ambassadeur nella litografia di Lautrec a pennello e spruzzo (1892) o l’originalità del manifesto che pubblicizza l’amica Jane Avril al Jardin de Paris,(1893), dove lo strumento crea una musicale cornice intorno al vaporoso ballo di gialli e arancioni e lo sguardo del lettore si sofferma sull’eleganza della figura e la lieve malinconia del viso della vedette.

Il colore e il realismo del ritratto come richiamo e seduzione per gli occhi ritornano nella affiche che raffigura la famosa ballerina Louise Weber,“La Goulue”(1891), dove il giallo frizzante dei capelli si tuffa nel brioso rosso delle calze che vibrano nell’aria. E il bianco ardente della gonna danzante focalizza l’attenzione sulle movenze vorticose dell’inventrice del can can, di cui Toulouse Lautrec, nell’effervescenza dell’immagine, sembra sottolineare il senso di rivincita da grossolana ragazza di provincia a Regina di Montmartre”. Variopinta e vincente sotto la scritta rossa che pubblicizza il Moulin Rouge e in nero il nome da vedette, La Goulue lascia privo di colore, nel fondo della composizione, il noto ballerino Valentin le Désossé, viveur di ricchi natali ritratto dal pennello di Lautrec nell’altera e molleggiata elasticità della “disossata” e scura silhouette.

I colori piatti, uniformi, puri, contrastanti, l’assenza di chiaroscuri, l’immediatezza dell’immagine, le linee essenziali e movimentate e la grafica semplice e d’effetto hanno creato con Lautrec uno stile unico, dove personaggi autentici rispecchiano la vita reale e affermando la verità, creano una suggestione nello spettatore.  

 La propaganda, per essere effettiva, deve essere creduta. Per essere creduta deve essere credibile. Per essere credibile deve essere vera. (Hubert Horatio Humphrey, vicepresidente degli Stati Uniti)